Dio salvi la Regina - Visita alla cantina Mezzacorona

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Grazie alla disponibilità degli amici Raffaele e Davide, riusciamo ad organizzare in brevissimo tempo una gitarella in quel di Mezzocorona (ecco spiegato il simpatico titolo) per andare a visitare la cantina di Mezzacorona. No, non vi sono errori, la città si chiama Mezzocorona, la cantina invece è Mezzacorona.

Per raggiungerla non abbiamo fatto grandi sforzi: è talmente imponente ed enorme che si vede direttamente dall’autostrada e perfettamente collegata all’uscita.

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Veniamo accolti da Raffaele, storico agente di zona dell’Alto Adige, e da Davide, Brand Ambassador dell’azienda, che dopo un breve caffè ci portano a scoprire le meraviglie di questa cantina, tanto enorme quanto amichevole.

La prima cosa che ci viene mostrata è il Palarotari che altro non è che il teatro-sala polifunzionale del gruppo: Mezzacorona è un consorzio di circa 1600 conferenti e abbisogna di un discreto spazio per le proprie riunioni. Inoltre ospita concerti, formazione e qualsiasi evento che necessiti di 1500 posti. Millecinquecento.

Dopo un breve percorso nella storia dell’azienda, che potremmo definire fisico e storico, entriamo nel vivo della parte legata alla produzione, all’affinamento e allo stoccaggio delle bottiglie.

Tralasciando quelle che sono le nostre riflessioni sui vini, delle quali vi renderemo edotti al termine di questo breve racconto, ci piace sottolineare come questa cantina, ancora molto moderna nonostante si parli di una costruzione del ‘91 (assolutamente lungimirante ed innovativa per i suoi anni e premiata per la qualità architettonica che esprime) sia stata costruita sulle ceneri di una acciaieria chiusa per i gravi avvelenamenti che aveva portato alla popolazione locale. Attraverso una forte operazione di rivalutazione del territorio, si è dunque concretamente riabilitata un’area “nociva” e creato un complesso che serve e nobilita tutta la zona.

Tornando a noi, la visita si snoda attraverso la prima parte che è quella dello stoccaggio bottiglie. Uno spettacolo e lo diciamo senza piaggeria. Pareti di bottiglie “sorvegliano” la zona di carico e le sale dove vengono conservate le bottiglie più antiche utilizzate come storico dall’azienda. Non si parla in questo caso di bottiglie vecchissime, ma va considerato come prima il termine “qualità” non fosse una priorità e dunque uno storico non si rendeva necessario (tutto andava venduto).

Le immagini in questo caso parlando da sole…

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Dopo una breve controllata alle mega cisterne di acciaio, tenendo conto che per mega si intende mega, ci addentriamo nella barricaia, dove vi sono stoccate una serie di botti grandi, alcune molto antiche, altre meno e le barrique vere e proprie. La sala di degustazione dove ci fanno provare qualche prodotto si trova sopra elevata rispetto a questo, stranamente viene da dire, enorme spazio.

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Interessante è anche il piccolo angolo dedicato alle vecchie annate in bottiglia. Anche in questo caso si parla di poche bottiglie, ma uno storico si rende necessario soprattutto se tu come cantina sei storica.

Veniamo alla degustazione vera e propria, ringraziando ancora i gentilissimi Davide e Raffaele per la piacevole ed istruttiva mattinata.

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Azienda: Rotari

Vino: Alpe Regis Pas Dosè 2010

Alcol: 13%

Uve: 100% Chardonnay

Colore: Giallo chiaro, con un perlage poco presente (molto probabilmente dovuto al brillantante)

Olfatto: Lieviti, pane, leggera frutta a pasta bianca

Gusto: Più seta che lana, fresco e mediamente lungo, molto delicato con una nota leggera di mandorla

Vino abbastanza semplice da descrivere: è molto buono e si potrebbe bere ogni giorno per vivere serenamente il resto che vi sarà concesso su questa terra dal vostro Dio (Dei, nel caso di religione politeista) senza privarsi del piacere del calice/calici giornaliero/i. Ovviamente non siamo nell’olimpo (J), ma se lo doveste trovare al bar lo consigliamo vivamente.

Quando va bevuto: Ad un aperitivo oppure da accompagnamento a del pesce fresco.

Temperatura consigliata: da bolle, circa 8 gradi, apprezzandone l’evoluzione nel calice

Con chi va bevuto: in compagnia o da soli

Prezzo: Medio, sui 20 euro

Da aprire: al momento di berlo

Voto DaMa eventi: 88. Un vino niente male, anche e soprattutto tenuto conto dei prezzi dell’azienda (molto competitivi): 20 euro sono 20 euro, ma vi possiamo assicurare che nella stessa fascia si trova anche molta roba non buona. Da provare

Azienda: Rotari

Vino: Flavio 2008

Alcol: 13  

Uve: 100% Chardonnay

Colore: Giallo intenso, quasi dorato, con un perlage poco presente (molto probabilmente dovuto al lavaggio dei bicchieri meccanico)

Olfatto: Lieviti, pane, buona aromaticità, ti invoglia a berlo come pochi

Gusto: Molto pieno, forse leggermente abboccato anche se non per chi scrive, lungo e fresco nel finale con una decisa e molto interessante nota di mandorla che a quanto pare è distintiva dell’azienda

Anche in questo un vino abbastanza semplice da descrivere: vino premiato con diversi riconoscimenti, tra i quali spiccano i tre bicchieri per i quali è insignito da qualche anno. Se poi considerate che non costa neanche troppo rispetto ai top di gamma di altre aziende…

Quando va bevuto: Ad un aperitivo oppure da accompagnamento a del pesce fresco.

Temperatura consigliata: da bolle, circa 8 gradi, apprezzandone l’evoluzione nel calice

Con chi va bevuto: in compagnia o da soli

Prezzo: Medio/alto, sui 28-30 euro

Da aprire: al momento di berlo

Voto DaMa eventi: 90. Spacca, non costa tanto e personalmente ne berremmo a litri. Ferrari è sempre Ferrari, sia chiaro e francamente è ancora il riferimento, nazionale e di zona, ma la qualità di molti produttori sta salendo e continua a farlo.

In breve…. (solo note e valutazione)

Azienda: Mezzocorona

Vino: Pinot grigio Riserva 2014

Colore: giallo molto chiaro

Naso: molto floreale, intensa e caratteristica nota di pera

Bocca: fresco, leggermente lanoso, abbastanza lungo e con una buona acidità. Il legno (6 mesi di barrique secondo passaggio) non si sente molto ed è un bene, conservando e preservando le caratteristiche del pinot grigio. La pera ritorna anche alla bocca.

Voto DaMa eventi: 88. Fresca e gentile questa riserva, al solito prezzo abbordabile che a noi piace.

Azienda: Mezzocorona

Vino: Chardonnay riserva 2013

Colore: giallo chiaro

Naso: Agrumato, note di canditi, frutta matura

Bocca: lievemente minerale, soprattutto nel finale, molto fine anche se un pochino corto. Il legno si sente e gli dona un pochino di spessore, ma non come ci si aspetterebbe.

Voto DaMa eventi: 86,5. Francamente il naso non si riconferma al palato e questo un pochino ci lascia perplessi. Il vino di per sé è fatto bene, ma non è l’espressione migliore dell’Azienda.

Azienda: Mezzocorona

Vino: Nerofino 2013

Colore: rosso con riflessi violacei

Naso: Frutta rossa, resina, e lieve speziatura

Bocca: Marmellate, lieve cacao, spezie, leggera cannella, non lunghissimo. Buona acidità

Voto DaMa eventi: 87,5. Un bel prodotto che si lascia bere e che nella ristorazione può dare degli ottimi spunti. Leggermente ruffiano, ma di livello.

Azienda: Feudo arancio

Vino: Dalila Sicilia DOC 2015 (80% Grillo, 20% Viognier)

Colore: Giallo paglierino, abbastanza intenso

Naso: Molto profumato e floreale, con note di mango e altri frutti tropicali

Bocca: piuttosto erbaceo e vivace, presenta alcune peculiari note aromatiche (derivanti dal grillo) con un finale mediamente lungo e fresco.

Voto DaMa eventi: 87. Simpatico questo prodotto siciliano, con una bella carica aromatica e minerale che lo rende buon da bere. Manca un pochino di acidità, se proprio vogliamo, però non è un grosso problema.

Azienda: Feudo arancio

Vino: Cantodoro Sicilia DOC 2014 (Nero d’avola e Cabernet Sauvignon)

Colore: Rosso scuro

Naso: Piccoli frutti con prevalenti note di more e fragoline, fruttato in generale con note più “austere” derivanti da quella che crediamo sia la parte di cabernet sauvignon.

Bocca: Vivace, bel tannino, giusta acidità note di liquirizia e piuttosto lungo

Voto DaMa eventi: 87. Il livello è lo stesso del suo “gemello” bianco. Bel vino, ottimo da bere, non pretenzioso e che risulta essere convincente. Da prendere se lo trovate al ristorante: può dare delle belle sensazioni.

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